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Il corallo tropicale

Nel 1998 l'innalzamento della temperatura dell'acqua ha provocato molti danni al corallo nelle barriere tropicali.
Il Mar Rosso ne ha risentito tra lo stretto di Bab al Mandab fino a 21°nord,vale a dire entro l'area sudanese. Qui l'effetto dell'innalzamento eccezionale delle temperature si è stemperato lentamente e al confine con l'Egitto non si è percepito alcun mutamento: le barriere sono rimaste perfettamente vive e sane.
Rimase straordinariamente esente da questo fenomeno l'arcipelago di Suakin, a sud di Porto Sudan, dove i reefs sono meno vasti e spesso si tratta di torrioni che salgono da grande profondità.
Probabilmente correnti ascensionali hanno portato un ricambio sufficiente, mantenendo la temperatura più bassa.
Mentre il corallo delle barriere nel nord moriva nella fascia compresa tra la superficie e i primi 15 metri di profondità, e le pareti e gli scogli avevano preso un triste aspetto grigio monocolore, poche decine di miglia a sud, i coralli e le pareti rimanevano indenni, fiorite e colorate, sia nei reef più grandi come Sha'ab'Anbar, sia sugli spettacolari torrioni come Jumna e il famoso Pinnacolo.
Nella primavera successiva del 1999 già si è cominciato a vedere qualche accenno di ripresa. Il corallo ha ricominciato a crescere sia dai rami morti rifiorendo della stessa specie, sia con agglomerati completamente nuovi, creando una piacevole visione di rinascita e giovanile ripresa, quasi di un giardino rimesso a nuovo.
Sono passati 5 anni e possiamo dire che ora sembra che nulla sia accaduto. Le pareti sono rigogliose e colorate, splendidi i coralli, i cervelli, gli alcionari. Il pesce è ritornato in moltitudini e miriadi di pesci colorati fanno nuovamente corona alle barriere.

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