Le immersioni sono su piattaforma o
in parete, ogni luogo indicato negli itinerari ha le sue peculiarità.
Un alleato importante, anche se può essere causa di un po’ di fatica, è la
corrente, specialmente per l’avvistamento pelagico: osservando i punti
di corrente nella parte più esposta del reef è facile avvistare
grandi branchi di barracuda, carangidi, tonni e squali di vario genere. In queste
condizioni essi rimangono a lungo pinneggiando lentamente, quasi fermi, riposandosi
e ossigenandosi senza sforzo. Il pesce è poi di per sé curioso,
ma diffidente, il trucco è quello di soffermarsi e lasciarsi osservare,
spesso ciò che prima sembrava sfuggirci, ritorna spontaneamente.
Una situazione speciale ed interessantissima si presenta tra fine aprile e
i primi di maggio, quando vanno in amore le cernie o quando amoreggiano le
stenelle.
Da settembre a novembre a Mesharifa si riuniscono le mante e così come
queste, tante possono essere le occasioni speciali a seconda della stagione
e delle condizioni metereologiche.
Non c’è manuale che tenga, qui subentra la passione e l’esperienza
di chi accompagna e conduce alla scoperta di questo mare meraviglioso. Vi spiegherà perché alle
volte convenga ripetere un’immersione invece di spostarsi in continuazione,
desiderosi di vedere più posti possibili. Questo avviene in modo particolare
a punta sud di Sanganeb, o sul pianoro di Sa’ab Rumi, o ad Angarosh, poiché veramente
ogni immersione può regalare sorprese indimenticabili.
Per coloro i quali la massima aspirazione è vedere grandi pesci e squali,
la ricetta è la pazienza e ripetere le immersioni nei punti strategici,
lo sguardo rivolto al blu. Per chi cerca pareti e colore, le possibilità sono
infinite, per chi ama i relitti, quello dell’Umbria rimane il più famoso
e apprezzato.
Una volta assaggiato il Mar Rosso sudanese è facile che accada ciò che
capita al viaggiatore che si ammala di “mal d’Africa “: si
resta rapiti e d’inverno, come una risacca, echeggia la nostalgia e si
ritorna….a sognare. |
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