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Hans Hass di
nuovo in Sudan
In molti mi hanno chiesto la ragione
della scelta di “Sherazade” quale nome della
nostra barca: lo ha scelto mia figlia Ilaria.
Non tutti ricordano la favola: Sherazade era una fanciulla leggiadra,
affascinante, ma soprattutto astuta, piena di coraggio e fantasia.
Raccontando ogni notte favole senza fine, senza giungere mai all’epilogo,
una notte dopo l’altra, era riuscita ad ammaliare un principe
crudele e vendicativo, tenendolo sospeso, curioso e avvinto. Ascoltando
intrecci, vicende incredibili di eroi e malandrini, avventure fantastiche
una notte dopo l’altra, dopo mille e una notte, il principe
si innamora di lei, si arrende e, non potendo rinunciare più a
lei, la sposa. E come tante belle storie…naturalmente vissero
insieme felici e contenti…
Così come la principessa delle
mille e una notte, a bordo si desiderava creare un’atmosfera, una
magia, un luogo dove si raccontano e vivono favole sotto le
stelle.
Finalmente vi raccontiamo questa che ci è cara più che mai: è dedicata
un po’ agli esperti, a coloro i quali conoscono un po’ la storia
dei primi grandi subacquei.
C’era una volta Hans Hass, uomo avventuroso e di grande ingegno, appassionato
amante del mare e delle sue meraviglie. E’ stato giovane in un’ epoca
fortunata, quando ancora si poteva andare a scoprire cose nuove e il mondo celava
ancora segreti. Tanti lo amano, lo ricordano, hanno letto di lui, ragazzi di
ogni età hanno sognato di lui quasi come sui libri di Giulio Verne. Hans,
ha avuto il coraggio o l’avventatezza di arrivare fin quaggiù in
Sudan quando ancora nessuno era avanti a lui, di immergersi, di inventare un
modo d’andare sopra e sotto il mare, la curiosità di provare se
stesso, il desiderio trascinante e inarrestabile che ha spinto tanti esploratori…..i
primi….
Hans Hass è tornato a rivedere il Sudan dopo trent’anni dal suo
ultimo viaggio in questo paese.
La sua prima immersione sull’Umbria risale al 1949, si è di nuovo
immerso sull’Umbria domenica 11 febbraio di quest’anno, 2007, il
primo giorno di crociera.
Una volta uscito dall’acqua gli occhi gli brillavano di gioia, mentre a
noi tutti di grande commozione. |
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E’ voluto poi scendere sul pianoro di Sha’ ab
Rumi ed assistere allo sharks feeding, ha rivisitato le casette di Custeau. Per
finire ha voluto immergersi a Sanganeb sotto il faro, dove nel 1951 aveva avuto
un incontro con uno squalo bianco mentre era in immersione con Lotte e un amico.
Grande è stata la nostra emozione, la soddisfazione e la gioia di ascoltare
i suoi ricordi sotto le stelle, centellinando un gin tonic: “proprio come
un tempo”- ci diceva, quando alla fine delle loro giornate di mare erano
invitati e festeggiati ogni sera ad un party diverso nelle case di personalità,
specialmente inglesi, che abitavano e lavoravano a P.Sudan. Balli, musica, brindisi…una
realtà quasi impensabile da immaginare nella P.Sudan di oggi.
Come un tempo ha brindato con Lotte a poppa di Sherazade guardando il tramonto
ricordando quando, assieme agli amici, chiacchierava nel giardino della casa
di P.Sudan, davanti al mare, quando P.Sudan era una grande baia suggestiva.
Ci piace ascoltare anche Lotte, gli occhi le brillano maliziosi: “non volevano
lasciarmi immergere”-ci dice- “avevano paura che avrei dato ombra
alla loro fama”. Giovane bellissima e intraprendente, aveva molte ragioni
per attirare l’attenzione su di se. Ci accorgiamo alla sua età,
vivace e brillante compagna, dopo 56 anni di matrimonio, anche della sua tempra
di donna coraggiosa, curiosa e indomita, la prima donna subacquea. Oggi siamo
più ricchi delle loro storie e del loro coraggio, della loro forza di
volontà. Un po’ figli, senza essere presuntuosi, per condividere
con loro se non altro l’amore per questo meraviglioso mare. In questi giorni
Sherazade li ha cullati, festeggiando l’ ottantottesimo compleanno di Hans
e noi abbiamo sognato attraverso i suoi occhi chiari e scherzosi. Con i suoi
modi pacati, ha regalato a Sherazade pagine di storia della subacquea, le ha
donato un passato, stimolandone il futuro e la fantasia. |
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