Quest’anno le immersioni, iniziate in ottobre 2006, non
sono state proprio generose per avvistamenti. Ad essere sinceri
ci hanno
fatto penare un po’. Chi viene in Sudan ha delle aspettative:
il sacrificio per il viaggio un po’ lungo e disagevole, deve
essere compensato da emozioni, ci si aspetta di vedere specialmente
branchi di squali martello.
La stagione ad oggi, metereologicamente parlando si è presentata
buona, l’acqua forse un po’ calda, un paio di gradi
rispetto il solito, forse.., chissà.., oppure no, fatto
si è che i branchi ancora non si erano visti.
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foto di Giambattista Rossi |
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Qualche “campione” lento
e solitario sul pianoro, qualche rado numero, ma che non si tratteneva
mai abbastanza a lungo o vicino per essere registrato con soddisfazione.
Oggi i nostri ospiti sono tornati entusiasti e Roberto, istruttore
e guida per la prima stagione di Sherazade, racconta animatamente:
“ Siamo scesi sul pianoro e
ci siamo diretti verso la punta costeggiando la cigliata di ponente,
dove la corrente di solito raduna i branchi di martello. Ne abbiamo
visti solo 3, nuotavano lenti nel blu, appena un pò lontani.
Avvertita la nostra presenza si sono allontanati verso levante,
abbiamo tentato di seguirli, ma invano, poiché nuotavano
verso il mare aperto e le sagome sono sfumate in un attimo. La
nostra immersione è proseguita lungo la cigliata di levante
con lo sguardo sempre nel blu sperando in nuovi avvistamenti…Quando
dalla profondità una sagoma nettamente più grande
si è materializzata davanti ai nostri occhi, nuotava incontro
a noi….Mano a mano che si avvicinava, sempre più nitide
ci sono apparse le tipiche strisce verticali sul corpo: uno squalo
tigre. Sguardo al profondimetro: eravamo a 40 m, ci siamo lasciati
scendere altri 10 metri per andargli incontro. Ho acceso la telecamera
e l’ho inquadrato mentre si avvicinava. Imponente, massiccio
silente ritagliato nel blu, incedeva pur sembrando immobile.
Il cuore mi batteva a mille! L’ho seguito con l’occhio
inchiodato nel monitor, dove, incredibile, altrettanto lentamente
e statuario mi è apparso il secondo tigre. Mi sono guardato
attorno, eravamo tutti vicini, ho sentito l’emozione di
tutti, eravamo attoniti. Li abbiamo seguiti. Ma come accade,
sempre sul più bello, il computer mi ha segnalato che
era ora di salire. Ero così contento che ugualmente non è stata
una pena obbedire. E’ il primo giorno di crociera ed in
gommone tornando in barca ci siamo detti che tutto sommato si
potrebbe tornare a casa!.”
Come superare questa immersione?. Con la seconda: la risposta
viene dopo 2 ore e mezza:
“ assieme al tigre, questa volta solitario, mentre lo
seguiamo lento nuotare tra di noi, stagliati nel blu ci sono
apparsi i martelli, vicini da poterli contare, tanti da averne
pieni gli occhi: sono sfilati lungo il reef regali ed eleganti.
Eccezionale! Veramente una bella immersione!... sarebbe da fare
tutta la crociera a Rumi. ”
Shab’Rumi non si smentisce, la vita selvaggia non da
appuntamenti certi, ma grandi infinite sorprese. |