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Le meraviglie di Sha’ab Rumi

Sha’ab Rumi 17 Febbraio 2007

Quest’anno le immersioni, iniziate in ottobre 2006, non sono state proprio generose per avvistamenti. Ad essere sinceri ci hanno fatto penare un po’. Chi viene in Sudan ha delle aspettative: il sacrificio per il viaggio un po’ lungo e disagevole, deve essere compensato da emozioni, ci si aspetta di vedere specialmente branchi di squali martello.
La stagione ad oggi, metereologicamente parlando si è presentata buona, l’acqua forse un po’ calda, un paio di gradi rispetto il solito, forse.., chissà.., oppure no, fatto si è che i branchi ancora non si erano visti.

Sha'ab Rumi

foto di Giambattista Rossi

 

Qualche “campione” lento e solitario sul pianoro, qualche rado numero, ma che non si tratteneva mai abbastanza a lungo o vicino per essere registrato con soddisfazione.

Oggi i nostri ospiti sono tornati entusiasti e Roberto, istruttore e guida per la prima stagione di Sherazade, racconta animatamente:

“ Siamo scesi sul pianoro e ci siamo diretti verso la punta costeggiando la cigliata di ponente, dove la corrente di solito raduna i branchi di martello. Ne abbiamo visti solo 3, nuotavano lenti nel blu, appena un pò lontani. Avvertita la nostra presenza si sono allontanati verso levante, abbiamo tentato di seguirli, ma invano, poiché nuotavano verso il mare aperto e le sagome sono sfumate in un attimo. La nostra immersione è proseguita lungo la cigliata di levante con lo sguardo sempre nel blu sperando in nuovi avvistamenti…Quando dalla profondità una sagoma nettamente più grande si è materializzata davanti ai nostri occhi, nuotava incontro a noi….Mano a mano che si avvicinava, sempre più nitide ci sono apparse le tipiche strisce verticali sul corpo: uno squalo tigre. Sguardo al profondimetro: eravamo a 40 m, ci siamo lasciati scendere altri 10 metri per andargli incontro. Ho acceso la telecamera e l’ho inquadrato mentre si avvicinava. Imponente, massiccio silente ritagliato nel blu, incedeva pur sembrando immobile. Il cuore mi batteva a mille! L’ho seguito con l’occhio inchiodato nel monitor, dove, incredibile, altrettanto lentamente e statuario mi è apparso il secondo tigre. Mi sono guardato attorno, eravamo tutti vicini, ho sentito l’emozione di tutti, eravamo attoniti. Li abbiamo seguiti. Ma come accade, sempre sul più bello, il computer mi ha segnalato che era ora di salire. Ero così contento che ugualmente non è stata una pena obbedire. E’ il primo giorno di crociera ed in gommone tornando in barca ci siamo detti che tutto sommato si potrebbe tornare a casa!.”

Come superare questa immersione?. Con la seconda: la risposta viene dopo 2 ore e mezza:

“ assieme al tigre, questa volta solitario, mentre lo seguiamo lento nuotare tra di noi, stagliati nel blu ci sono apparsi i martelli, vicini da poterli contare, tanti da averne pieni gli occhi: sono sfilati lungo il reef regali ed eleganti. Eccezionale! Veramente una bella immersione!... sarebbe da fare tutta la crociera a Rumi. ”

Shab’Rumi non si smentisce, la vita selvaggia non da appuntamenti certi, ma grandi infinite sorprese.

   

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